Essere diversi: una prospettiva che apre mondi
La diversità non è un problema da risolvere, né un “difetto” da correggere: è una condizione fondamentale dell’esperienza umana. Ognuno di noi percepisce, sente, interpreta e reagisce al mondo in modo unico. Eppure, quando questa unicità si manifesta nei rapporti — nelle coppie, nelle famiglie, nelle amicizie, o dentro di noi — spesso sperimentiamo qualcosa di vissuto come difficoltà: non capirsi, non essere compresi, sentirsi fuori asse.
Essere diversi non significa separati o incompatibili. Significa piuttosto avere mappe interne, linguaggi emotivi e prospettive che non coincidono perfettamente. E in questa distanza può nascondersi un potenziale enorme: la possibilità di vedere il mondo da più punti di vista, di espandere il nostro orizzonte, di imparare e crescere.
“Domani”: un albo illustrato per leggere la diversità come possibilità da abitare non come problema da risolvere
Un albo illustrato che tocca delicatamente questo tema è Domani, scritto e illustrato da Maselli e Andaloro. In questo libro immagini e parole si intrecciano per raccontare il senso della diversità, quella curiosità e quel fastidio che l’essere diversi porta con sé. Si, perché per costituzione essere diversi porta a non capirsi sempre o non subito, porta all’esigenza di spiegarsi e di comprendersi.
Le illustrazioni, raccontano una dimensione in cui la stessa realtà viene guardata in modo diverso. In Domani, la diversità emerge nelle prospettive: ogni personaggio sembra avere un suo modo di guardare il mondo e centrato su questo sembra non capire quello dell’altro.
Questo albo diventa così una metafora potentissima per riflettere su come vediamo noi stessi e gli altri: non come copie identiche della stessa esperienza, ma come mondi singolari che si toccano e si influenzano vicendevolmente.
Diversità e percezione: come funziona la mente
Non esiste una percezione “neutra” o universale: la realtà che ognuno di noi costruisce nasce dall’interazione tra stimolo esterno e mondo interno. Cioè:
• Le esperienze passate influenzano ciò che notiamo e ciò che ignoriamo.
• Le emozioni colorano le nostre percezioni, amplificando o attenuando i dettagli.
• Le aspettative guidano la nostra attenzione verso ciò che riteniamo importante.
Così, due persone possono guardare la stessa scena — o vivere lo stesso evento — e trarne significati completamente diversi. Non perché uno dei due abbia torto, ma perché ognuno porta con sé il suo modo unico di organizzare la realtà.
Quando la diversità crea distanza — e quando crea relazione
Spesso, nella vita quotidiana, questa differenza di prospettiva può creare disagio: fraintendimenti, insoddisfazione, sentimenti di solitudine o incomprensione. È normale chiedersi: Perché non riusciamo a capirci?
La risposta non è che uno dei due sbaglia, ma che ognuno vede attraverso una lente diversa.
È qui che la vera crescita psicologica comincia: non nel cercare di far coincidere i nostri modi di sentire, ma nel diventare consapevoli delle nostre differenze interiori. È nel riconoscere che non possiamo esigere da un altro un modo di sentire identico al nostro, ma possiamo scegliere di ascoltare con curiosità e rispetto.
La diversità come risorsa
Quando accettiamo che le nostre differenze non sono ostacoli da superare, ma punti di vista da esplorare, la relazione si trasforma. Dalla somma delle percezioni diverse nasce una visione più ampia e ricca.
Come nell’albo Domani, a volte basta cambiare punto di vista per scoprire qualcosa di nuovo. Valutare un’altra prospettiva partendo dalla propria può generare fraintendimenti o incomprensioni, ma può anche rivelarsi una vera ricchezza: ci aiuta a capire che la realtà non è mai solo come la percepiamo noi. Allo stesso tempo, rimane la speranza che anche l’altro “domani”possa arrivare a vedere le cose in modo simile a noi, forse per sentirci più compresi o per sentirci più vicini.
È l’essenza della differenza: questa tensione tra il desiderio di capire e la tentazione di ridurre tutto a una sola versione. Ma quando riusciamo ad andare oltre, quando accettiamo un’altra prospettiva e ci lasciamo essere diversi, senza resistere, succede qualcosa di straordinario: conosciamo davvero l’altro. Lo vediamo per quello che è, anche se non sempre possiamo comprenderlo o condividerlo.
E questo va oltre il semplice riconoscimento o l’identificazione: significa accettare davvero che non siamo il centro del mondo, che non tutto ruota intorno a noi e che non tutto deve confermare la nostra visione della realtà.
Conclusione: abbracciare la differenza, coltivare la comprensione
Essere diversi non è una condanna né una barriera: è la condizione per ampliare il nostro modo di sentire il mondo. Come osserva Domani con la sua poesia visiva, c’è un senso profondo nello spazio tra ciò che accade e come lo vedo — uno spazio che noi, come individui diversi, riempiamo in modo unico e particolare.
Accettare la diversità — dentro e fuori di noi — significa guardare al domani non come a una certezza, ma come a una promessa di scoperta, dialogo e ascolto reciprocamente arricchente e nutriente.
Dott.ssa Francesca Minni- Psicologa Psicoterapeuta
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