Serendipità: L’arte di incontrare la felicità inattesa

Pubblicato il 21 febbraio 2026 alle ore 13:33

La parola serendipità indica la capacità di fare scoperte felici e inattese, spesso mentre si sta cercando qualcos’altro. Nell’ambito della psicoterapia, e in particolare della crescita personale, questo concetto diventa un potente strumento per vivere con maggiore apertura e curiosità.

 

Cos’è la serendipità?

 

Il termine fu coniato dallo scrittore Horace Walpole nel XVIII secolo e deriva dalla fiaba persiana I tre principi di Serendippo, in cui i protagonisti compiono scoperte fortunate per caso. Oggi la serendipità viene vista come l’abilità di percepire e cogliere opportunità positive impreviste, nonostante le incertezze della vita.

 

Serendipità e psicoterapia

 

In psicoterapia, la serendipità può manifestarsi come intuizione, insight o svolta improvvisa durante il percorso terapeutico. Non si tratta di pura casualità: è il risultato di una mente aperta, consapevole e presente, capace di riconoscere risorse e significati nascosti.

 

La vita spesso ci sorprende con coincidenze felici: incontri, intuizioni o momenti che sembrano “casuali” ma che ci portano dove dobbiamo essere. Questo è il cuore della serendipità, ed è quello che viene raccontato nel film Serendipity. Nel film, Jonathan e Sara si incontrano per caso a New York e, nonostante le separazioni e le improbabili coincidenze, la vita li riporta l’uno all’altra. Questo racconto romantico è una metafora perfetta per la il percorso terapeutico: non tutto può essere pianificato, e spesso le scoperte più importanti arrivano quando meno ce lo aspettiamo. Come Jonathan e Sara, a volte dobbiamo lasciare andare il controllo e fidarci del flusso della vita, per scoprire ciò che realmente desideriamo o di cui abbiamo bisogno.

 

Coltivare la serendipità nella vita quotidiana

 

Anche fuori dal setting terapeutico, possiamo favorire la serendipità:

1. Essere presenti: prestare attenzione a ciò che accade intorno a noi senza giudizio.

2. Accogliere l’incertezza: lasciare spazio all’imprevisto, senza cercare di controllare ogni dettaglio.

3. Curiosità attiva: esplorare nuove esperienze, persone o idee.

4. Riflessione consapevole: osservare i segnali della vita e trarne insegnamento.

 

In questo modo, la serendipità diventa non un caso fortunato, ma una compagna di viaggio nella crescita personale, capace di aprire strade inattese verso il benessere.

 

Conclusione

 

La serendipità ci ricorda che la vita non è solo fatta di scelte pianificate e obiettivi precisi. Alcuni dei momenti più significativi nascono dall’incontro tra preparazione, apertura mentale e curiosità, trasformando l’inaspettato in opportunità di scoperta e cambiamento.

Dott.ssa Francesca Minni-Psicologa Psicoterapeuta

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